Ancora sul confederalismo democratico

occhidicerbiatta
Sinceramente, il cantone curdo del Rojava è il principale alleato degli Stati Uniti nella regione, ed ha stretto alleanze sia con la Russia che con Assad. Non è una critica ai compagni curdi, al loro posto anch’io avrei stretto alleanza con gli Stati Uniti e forse anche con la Russia e con Assad, non mi permetto certo di giudicare. E certamente non penso che gli Stati Uniti abbiano lanciato armi e approvvigionamenti perchè abbagliati dalla bellezza utopistica del confederalismo democratico.
Però mi sembra intellettualmente disonesto far finta di non sapere che Rojava ha potuto resistere, certamente per la determinazione della sua popolazione, ma soprattutto perchè fatta oggetto di lanci di materiale bellico da parte dei suoi alleati e supportata dai bombardamenti statunitensi che in molti casi sono stati determinanti. In Rojava non ci sono fabbriche di armi di qualche rilevanza, ed è circondato da una parte dalla Turchia, dall’altra dalle zone controllate dal’ISIS e dal governo siriano, che non gli hanno certamente lasciato passare approvvigionamenti. “Se no con cosa la facciamo poi la guerra, dimmi: coi bastoni?”. Pensare che abbia potuto resistere e addirittura riportare importanti vittorie militari importando fucili sottobanco e tramite il rivoletto di aiuti che arrivano dalla solidarietà internazionale e dai curdi all’estero
-contro nemici che guadagnano milioni di dollari al giorno dal contrabbando di petrolio (ISIS),
-contro uno stato centralizzato tra i più forti militarmente della regione (Turchia) e
-contro uno stato in disfacimento che però conta sull’aiuto militare della Russia (la Siria di Assad)
significa non sapere come funziona la guerra moderna e non aver mai letto un libro di strategia, tattica e logistica. Probabilmente è proprio perchè i compagni curdi quei libri li hanno letti, che stanno riuscendo a fare quello che stanno facendo, e noi no. D’altra parte sono stati costretti a leggerli, visto che sono in guerra da decenni.
Ripeto, non è una critica ai compagni curdi (anche i partigiani erano alleati delle stesse due superpotenze, se no di certo da soli non avrebbero sconfitto i nazisti: basta conoscere l’effetto che ebbe sulla Resistenza il proclama del generale Alexander – cfr tra tutti Fenoglio) ma alla povertà di certe analisi politiche che girano.
Sarebbe anche bello che ogni tanto ci si occupasse anche di altre zone della Siria dove agiscono altre formazioni che non si rifanno esplicitamente al confederalismo democratico ma hanno tentato di mettere in piedi forme di governo popolare, ad esempio alcune delle zone controllate da frange progressiste dell’ESL.
Buona giornata, saluti,
Scialuppe
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Rosa carolingia

La rosa carolingia la conosciamo tutti: impariamo a tracciarla alle elementari e ci divertiamo e meravigliamo della sua perfezione, giocando con il compasso. rosacarolingia.euclidea

Poi crescendo, come tutte le cose troppo note, perde di interesse per gran parte di noi. Ma ecco che cosa succede se si tenta di fare la stessa costruzione in uno spazio  iperbolico anzichè  euclideo:rosacarolingiaiperbolicagialla

Il cerchio di partenza è quello rosso al centro. Quando una retta ha infinite parallele per ogni punto, il mondo sembra impazzire, perde la misura, le strade curve si fanno diritte e la rosa non si chiude più, ma si allarga fuori dai propri limiti precedenti, esce, straborda, con sette petali anzichè sei, ed i cerchi divenuti iperbolici anzichè sfiorarsi timidamente in un punto si intersecano con sfrontatezza l’un l’altro. Perde qualcosa della sua apollinea perfezione, e diventa una figura più sensuale e dionisiaca. Mi sembra quasi di sentirne il profumo.