La solidarietà coi lontani e coi vicini

Disclaimer: di recente, ci sono state delle trattative con il Gruppo in questione che hanno condotto ad una certa riappacificazione. Resta tuttavia vero che alcune persone all’interno del gruppo, le stesse che hanno dato ampiamente prova di atteggiamenti autoritari e che sono tra le principali responsabili delle chiusure di cui si parla in questo articolo, si sono rifiutate di partecipare agli incontri in questione. Resto quindi convinto che le mie analisi dell’epoca fossero corrette, e mi è impossibile stabilire se la situazione politica sia cambiata. Sulla situazione umana, non mi esprimo.

 

In riferimento al volantino sulla solidarietà che il Gruppo Anarchico Germinal distribuirà il primo maggio a Trieste, e che riporto sotto (*) esprimo pubblicamente la seguente posizione:

Solidarietà? Il Gruppo Anarchico Germinal ha negato l’uso della sede ad un corso di italiano gratuito per stranieri, e pochi mesi dopo ha negato l’uso della sede per un corso a dei compagni che avevano messo di tasca loro migliaia di euro per la sua costruzione ed avevano bisogno di un posto. Sono disposto a fornire dettagli su questi fatti a chiunque, in forma privata o pubblica. In seguito a questi fatti e alla mia protesta per queste scelte si è determinata la mia uscita dal gruppo. Per quanto questo sia accaduto oltre un anno fa, considererò il Germinal un gruppo solidale quando ci sarà un comunicato ufficiale che considererà sbagliate quelle scelte. Fino ad allora continuerò a pensare che il gruppo in questione NON è un gruppo solidale anche se la gran parte dei compagni e delle compagne che lo costituiscono lo sono, nella vita privata. Il Gruppo come tale riesce ad essere solidale solo con realtà lontane centinaia o migliaia di chilometri, e questo a causa delle dinamiche autoritarie messe in pratica da alcuni suoi membri. Questo fa sì che, per quanto mi riguarda, il “Gruppo Anarchico Germinal” non sia nemmeno un gruppo libertario. Fino a quando non vedrò il comunicato su detto, continuerò a considerare queste parole pura e semplice ipocrisia, da parte di alcuni, e schizofrenia o ingenuità da parte di altri.

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Per chi ha Zuckerberg, qui il link con la discussione completa:

https://www.facebook.com/events/542656282543574/545816532227549/

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Divisi siamo nulla – Solidali siamo tutto
Senza razzisti, padroni, governi e repressione

La grave situazione in cui siamo immersi (impoverimento crescente, disoccupazione e precarietà sempre più diffusi, servizi sociali sempre più carenti, inquinamento ambientale…) sta facendo emergere una marcata spinta alla frammentazione sociale, al ripiegamento su se stessi, alla logica del “tutti contro tutti”. In questo clima di incertezza e di paura del domani trovano facilmente terreno di coltura idee ed atteggiamenti autoritari e discriminatori: razzisti, nazionalisti se non apertamente fascisti.
Sempre più spesso vediamo additare gli immigrati, i poveri, gli emarginati come la causa dei problemi che ci troviamo di fronte quotidianamente. Sono idee pericolose, che vanno combattute in maniera risoluta, non solo perché opposte ai principi di solidarietà, uguaglianza, libertà di circolazione che noi troviamo irrinunciabili ma anche perché fanno il gioco di chi -realmente- decide sulle vite di tutt* noi (padroni nostrani e multinazionali, stati, lobby, apparati militari e religiosi…).

L’artificiale divisione fra “noi” (triestini, italiani, europei, cristiani…) e “loro” (immigrati, extracomunitari, profughi, negri, islamici…) che molte persone hanno in testa è il primo passo di una lotta fra sfruttati in cui a guadagnarci è solo chi comanda e specula riducendo ogni cosa e ogni essere vivente a merce da scambiare, forza-lavoro da sfruttare o consumatore da spremere.
Contro tutto questo occorre reagire agendo in prima persona nelle lotte sociali e territoriali (per la casa, per servizi sociali gratuiti e di qualità, contro le devastazioni ambientali…) e con pratiche di solidarietà concreta.
Solidarietà: ecco una parola chiave da riscoprire, una risposta possibile allo sfacelo e alla disperazione che vediamo crescere giorno dopo giorno, tramite la costruzione di relazioni dirette e di aiuto fra sfruttati/e.

Solidarietà fra vicini contro uno sfratto nel condominio in cui si vive.
In molte città esistono comitati di lotta e associazioni che mettono assieme persone in difficoltà abitativa e sotto sfratto che si autoorganizzano per opporsi agli sfratti e occupare case abbandonate e lasciate al degrado.

Solidarietà fra abitanti di un quartiere in lotta contro la cementificazione del poco verde pubblico rimasto.
A Roma è in atto una lotta per impedire che il lago e il verde presenti nell’area dell’ex Snia venga cementificata e creare invece un parco pubblico.

Solidarietà fra lavoratori e lavoratrici contro ricatti e licenziamenti sul posto di lavoro.
Negli ultimi anni nel settore della logistica hanno preso piede delle lotte molto ampie e determinate portate avanti soprattutto da lavoratori immigrati che –grazie alla solidarietà attiva fra lavoratori di aziende diverse e solidali e con il metodo del blocco delle merci e dello sciopero- sono riuscite ad ottenere grandi miglioramenti nelle condizioni di lavoro e dei salari.

Solidarietà internazionalista verso chi lotta in altre parti del mondo per una società più libera.
Negli ultimi mesi come area libertaria siamo riusciti tramite iniziative pubbliche a inviare nella zona del Kurdistan fra la Turchia e la Siria oltre 1400 euro di sostegno ai profughi fuggiti dalla città di Kobane durante i combattimenti contro l’Isis e per la ricostruzione della stessa.

Solidarietà fra genitori con forme di mutuo appoggio per i bambini esclusi dagli asili pubblici.

Gli esempi potrebbero continuare: quello che conta è uscire dalla sensazione di isolamento, di impotenza e capire che assieme, fra persone con uguali dignità pur nelle nostre diversità -che sono una ricchezza collettiva-, possiamo invertire la rotta, possiamo riprenderci in mano -pezzo dopo pezzo- le nostre vite che ci sono state espropriate dal soffocante potere politico ed economico.

Assemblea Libertaria
Gruppo Anarchico Germinal
Unione Sindacale Italiana – USI AIT