Compagna che sbaglia

L’autrice di questo articolo a mio parere si sbaglia su molti punti. Innanzitutto crede in Dio. In seconda istanza sostiene che l’Islam è suo e non di “quella gente”, quando mi pare si possa dire che è di entrambi allo stesso titolo -e magari potrei aggiungere: purtroppo. In terzo luogo, non vede quello che è a mio parere il principale problema di tutte le religioni ed in particolare le monoteiste: con un Dio che sta sopra a tutto e delle verità assolute che ne promanano, la religione crea irrimediabilmente una visione del mondo gerarchica ed assolutista ed è incompatibile con l’uguaglianza e la libertà, se non anche con la fraternità: i tre famosi valori dell’amata Madre di Tutte le Rivoluzioni, a cui lei dice di ispirarsi.
Tuttavia l’autrice è il genere di persona verso la quale nutro un certo tipo di rispetto o di affetto personali, nonostante detesti visceralmente questi che io ritengo suoi errori. Si tratta dello stesso genere di persona a cui appartengono molti miei amici, “cattolici di base” che ho spesso ascoltato fare discorsi simili: ci scontravamo su principi e idee, e poi ci ritrovavamo regolarmente alle manifestazioni contro la guerra, contro la globalizzazione, per i diritti.
E con questa donna, con queste persone, condivido molte delle analisi e delle preoccupazioni espresse in questo articolo.
“(Gli assassini di ieri e i loro mandanti) …vanno a braccetto con l’estrema destra xenofoba. Tra nazisti si capiscono. Di fatto vogliono isolare i musulmani dal resto degli europei.”
Sempre più persone verranno discriminate perseguitate per motivi religiosi. Di fatto molte lo sono già: cristiani, musulmani, yazidi… e a questo proposito vorrei anche ricordare con sdegno che non ci sono state reazioni così forti alle due stragi di ebrei recentemente accadute in Francia. Porca puttana, odio le persecuzioni religiose perfino più di quanto detesti le religioni.
Sempre più dovremo fare la guerra contro il razzismo dilagante, la xenofobia, l’intolleranza. Gli stranieri verranno guardati sempre peggio indipendentemente dalla loro religione, solo per la loro origine. E gli zingari, poi, se la passeranno malissimo in ogni caso visto che sono gli unici su cui tutti son sempre d’accordo a dar giù legnate.
Possibile che ci saranno altre guerre ed altre spese per altri altri armamenti – e alle volte sono necessari, ma la guerra restringe sempre gli spazi di libertà. Anche la guerra partigiana, tipo di guerra che fuori dal Rojava probabilmente non si darà: ma si daranno invece segrete e luoghi di tortura nascosti, e servizi scatenati e strategie della tensione, e “o con noi o contro di noi”.
E ci sarà, c’è già, il clima di guerra e di paura che ci pervade.
Per questo spero tantissimo e prego Dio ogni sera che l’autrice e tutti i credenti si diano una svegliata e diventino atei, ma con quelli come lei temo che mi dovrò presto fare dei bei pezzi di strada, di nuovo. Non lo temo perché io odi la loro compagnia, ma perchè odio la necessità di farlo. Scarpe rotte eppur…

http://www.internazionale.it/…/i…/2015/01/07/non-in-mio-nome

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