Quest’anno

Faccio fatica a dirlo, ma quest’anno il clima è impazzito. Per adesso avere un bel tempo piovoso non mi dispiace del tutto, anche per i pomodori che devono radicare, ma la primavera è stata assurda. Gran parte delle rosacee han fiorito con un mese di anticipo, in particolare la marasca, e in questo modo il raccolto non c’è stato…in compenso, per così dire, non abbiamo dovuto fare la nutrizione stimolante in marzo perché la fioritura di marasca ha funto allo scopo per l’acacia: non è stato messo via niente o quasi, ma la regina ha deposto un sacco di uova sentendo che c’era un raccolto in corso insomma. Però durante l’acacia ha piovuto tutto il tempo. Per cui è stato scarso anche quello. Ma, soprattutto, le piante che hanno un sistema di controllo della fioritura misto meteorologico-astronomico se lo sono visto andare in tilt e non si sono ancora riprese del tutto. La fioritura dell’acacia è stata lunghissima, è durata più di un mese (di solito dura due settimane o anche solo dieci giorni). E quella che vedete qui sotto è una foto scattata una settimana fa in campagnetta: uno dei peri che mostra orgogliosamente, a distanza di pochi rami l’uno dall’altro, tre frutti già parzialmente sviluppati e un mazzetto di fiori ancora in boccio… Image

Una nota per chi non sapesse cos’è un sistema di controllo misto metereologico-astronomico: alcune piante fioioriscono principalmente in base alla temperatura esterna (con il rischio, come quest’anno, di fioriture molto precoci: gli albicocchi son fioriti in febbraio e solo la mancanza di gelate successive, mai vista prima, ha salvato il raccolto), altre piante si regolano soprattutto sulla lunghezza delle giornate (con il rischio di capitare nel bel mezzo di un periodo di pioggia). Nessuna pianta ha un sistema puro, ma di alcune specie- come l’acacia- fino all’anno scorso potevo dire che si poteva predire la fioritura con un’indeterminazione di pochi giorni. Quest’anno ha distrutto le mie certezze in proposito… buona giornata,

 

Scialuppe

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