Qual è la differenza

Un eiaculatore precoce, nella sua incapacità di gestirsi, resta per me pur sempre mille volte preferibile ad un inquisitore che prepara i roghi, ai suoi compari e ai credenti zelanti e un po’ critici ma comunque casti e pronti a legare l’eretico al palo. Il primo, almeno, esprime le giuste rivendicazioni dei propri diritti: il diritto alla gioia, a gestirsi da solo, a non essere represso, a ribellarsi a chi gli vuole imporre la castità o il matrimonio. I secondi non fanno altro che difendere lo schifoso sistema di cui l’inquisitore fa parte e nel quale ingrassa. In questo momento, la mia umana simpatia e solidarietà va agli eiaculatori precoci, pur esprimendo la speranza che imparino a fare un po’ di petting.

Scialuppe

 

Gli eiaculatori precoci della rivoluzione, ovvero: Chi non capisce la storia è destinato a riviverla.

 

Come sa chi mi conosce, ritengo che il nostro modo di vivere abbia bisogno di cambiamenti radicali: perchè è un modo di vivere orribile nonostante  abbiamo i mezzi per rendere la vita gradevole, perchè è un modo di vivere che immiserisce i più ed arricchisce i pochi,  perchè è un modo di vivere-scusate la banalità, insostenibile. Come sa chi mi conosce, vedo in questa chiave anche quello che sto facendo con il campetto, le api, l’orto e le angurie. Come sa chi mi conosce, mi piacerebbe veder avvenire il cambiamento come sognavano gli hippies: fiore amore sole e danziamo tutti nudi sotto la luna. Come sa chi mi conosce, non credo che sia possibile: in effetti non credo proprio che sia possibile sul serio cambiare rotta, e penso che andiamo verso un tempo di crolli e di barbarie: ma credo che possiamo provarci. Non a caso una delle mie citazioni preferite è: “pessimismo della ragione, ottimismo della volontà”. Come sa chi mi conosce, nonostante le mie preferenze hippies non sono un non violento; e non sono nemmeno uno col culto della legalità, nè un amante delle forze dell’ordine. Non consegnerei mai nessuno a dei poliziotti, ad occhio. Mi fa piacere vedere una banca che brucia, se non c’è nessuno dentro. Non mi scandalizzo a vedere una folla che insorge. Non mi piace veder picchiare nessuno, nemmeno un carabiniere, ma se questo succede non mi scandalizzo perchè è stata attaccata una divisa: cerco invece di capire perchè e per come, e cos’avrei fatto io. In generale difficilmente la mia solidarietà andrà al carabiniere in questione, sebbene siano possibili delle eccezioni. Quando sento un Presidente della Repubblica che dichiara inaccettabile la violenza, di solito penso che nella violenza ci dev’essere qualcosa di buono. Quando sento parlare un ricchissimo Presidente della Repubblica, magari vecchio, magari che ha passato tutta la sua vita in Parlamento a riempirsi le tasche di soldi pubblici senza mai produrre nemmeno un paio di ciabatte in vita sua (ma l’attuale ha inventato invece i Centri di Identificazione ed Espulsione per immigrati, all’epoca Centri di Permanenza Temporanea) di solito provo reazioni che non posso descrivere pubblicamente in questo luogo nè in altri perchè si configurerebbe il reato di villipendio. Quando sento parlare una generica alta carica dello Stato provo moti di schifo, rabbia, e desiderio di ultraviolenza.

Detto questo, e che cazzo. Mi chiedo che scopo si prefiggeva con gli scontri di oggi chi li ha innescati. Era palese che la folla non avrebbe seguito nè preso parte. Era palese che la stragrande maggioranza dei presenti sarebbero stati contrari. Era palese che si metteva di mezzo della gente che non c’entrava un cazzo, il che non è male come vigliaccata. Era palese che non c’era un percorso condiviso, una preparazione e un crescendo come quelli della Val di Susa che ha portato, in oltre vent’anni, dai piccoli incontri nei bar fino ad un coinvolgimento a largo raggio di una popolazione esasperata che è arrivata dopo anni a supportare, a mio parere giustamente, metodi di lotta illegali. Dovrebbe essere palese, adesso, che le possibilità di crescita di questo movimento sono state praticamente annullate in un pomeriggio. Non farò mai la distinzione tra manifestanti buoni e manifestanti cattivi, tra pacifici e violenti: è una distinzione idiota che lascio ai parassiti  della società, perchè chiunque, secondo le circostanze, può essere l’una cosa o l’altra. Ma qui mi sembra di avere a che fare con degli adolescenti inesperti che, impazienti di perdere la verginità, sono incapaci di trattenersi, saltano il corteggiamento, evitano accuratamente i preliminari, eiaculano nelle proprie mutande e poi danno la colpa a lei se non son riusciti a ficcarlo da nessuna parte.

Peccato però che qui non ci sia traccia di inesperienza. Genova avrebbe dovuto insegnare che partire in quarta con gli scontri è un ottimo metodo per uccidere sul nascere qualsiasi velleità di cambiamento sociale, alienarsi la popolazione, aprire la strada alla repressione. Kossiga insegna. Io credo che lo sapesssero benissimo. Qui non abbiamo a che fare con degli inesperti: questa è gente a cui venirsi nelle mutande piace.